Laboratorio di TESSITURA

Cari ragazzi,

dopo la teoria, facciamo un po’ di pratica. Ma, in un TELAIO, cosa sono davvero ORDITO e TRAMA? Con un cartone da imballaggio e rimasugli di filati… costruiamo il nostro telaio artigianale e facciamo il nostro UNICO, ORIGINALISSIMO TESSUTO!

Ecco un imballaggio che fa al caso nostro: abbastanza largo, sufficientemente rigido.

Esagono – Classi PRIME

Abbiamo visto come costruire un esagono avendo il lato:

esagono dato il lato

 

….e avendo il raggio:

esagono dato il raggio

PDF: Esagono dato il lato e dato il raggio

LABORATORIO:

Costruiamo un BIGLIETTO GIRANDOLA

Occorrente:

  • cartoncino colorato
  • compasso
  • righello
  • matita
  • gomma
  • forbici
  • colla

Come fare:

1 – Sul cartoncino colorato traccia una circonferenza con raggio di 8 cm e disegna  il procedimento per ottenere un esagono dato il raggio:

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2 – Traccia la stella che vedi qui:

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3 – Puntando il compasso nel punto 1 con apertura 1A, traccia l’arco che vedi. Fa lo stesso puntando in 2, in 3 e così via fino al punto 6:

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4 – Ritaglia lungo gli archi:

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5 –  Con il righello e con la punta delle forbici incidi lungo le rette che vedi qui, in modo da facilitare la piegatura:

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6 – Piega come vedi nella foto:

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Ne ho fatto anche uno rosso, con raggio di 6 cm:img_20200524_151525

7 – Puoi usare un cartoncino di un altro colore per rendere più gradevole il biglietto. Per quello verde ne ho usato uno giallo. Ho costruito un esagono partendo da r = 4,5 cm:

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L’ho decorato e l’ho attaccato al centro del cartoncino verde.

Questo è il risultato. Lo dedico a voi tutti!

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La vostra Prof. di Tec.

Pentagono dato il raggio – Classi prime

Abbiamo visto insieme, passo passo, come si costruisce un pentagono regolare dato il raggio. Ecco qui:Pentagono dato il raggio

File in pdf: Pentagono dato il raggio

Insomma, ora sappiamo quanto basta per fare un ….

……. DODECAEDRO:120px-Dodecahedron-slowturn

Non è difficile! Seguimi…

 

Occorrente:

  • cartoncini colorati
  • compasso, matita, righello
  • una penna a sfera
  • forbici
  • pinzatrice

 

Procedimento:

1 – Sul cartoncino che hai a disposizione, disegna 12 circonferenze tutte uguali di raggio 3,5 cm. Scegli una qualsiasi delle circonferenze e disegna il pentagono col procedimento che conosci. Io ho usato un cartoncino giallo e uno rosso.

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Per costruire il dodecagono hai bisogno di 12 pentagoni, ma non serve che tu faccia questo procedimento per 12 volte! Ora che conosci la misura del lato, ti basterà riportarlo per 5 volte su ogni circonferenza. E’ molto veloce!

 

2 – Ritaglia i 12 pentagoni, ma ATTENZIONE! Taglia lungo la circonferenza, non lungo il lato:

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3 – Ripassa con la penna a sfera e il righello i lati di ogni pentagono, così le alette si piegheranno con facilità proprio dove vuoi tu. Guarda:

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Il segno a penna è sul retro

Eccoli tutti e 12 tagliati e piegati:

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4 – Con la pinzatrice attacca le alette come vedi:

Attenzione alla precisione: controlla che i lati siano adiacenti e combacino, solo allora puoi pinzare insieme i due pentagoni!

Prosegui aggiungendone uno alla volta. Nella foto vedi a sinistra l’interno del dodecaedro in costruzione:

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Ed ecco il risultato finale:

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Non è poi così difficile, vero?

La tua Prof di Tec.

 

P.S. Su Classroom ho messo un video nel quale si vede bene il dodecaedro terminato.

P.P.S.: guardate quanti ne hanno fatti le classi prime dello scorso anno, a scuola. Belli vero?

Sono CALENDARI POLIEDRICI!

la magia del pentagono

Portapenne in cartoncino riciclato – Classi prime

Costruisci anche tu un portapenne in modo facile e veloce utilizzando materiale di riciclo! Puoi tenerlo sulla tua scrivania o regalarlo a chi vuoi tu.

Ecco cosa serve:

  • Un cartoncino da imballaggio (tipo cartone della pizza, scatola da scarpe, …)
  • Forbici
  • Scotch carta
  • Colla stick
  • Compasso, matita, squadrette
  • Carta regalo

Disegna sul cartoncino un triangolo equilatero con lato di 10 cm. Disegna tre rettangoli con la base di 10 cm e l’altezza di 15 cm.

Ritaglia con la forbice:

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Incidi con la punta delle forbici (e con l’aiuto della squadretta) le due linee che separano i rettangoli, in modo da piegare il cartoncino facilmente e proprio dove vuoi tu.

Attacca con lo scotch il triangolo alle basi dei tre rettangoli e chiudi i rettangoli come vedi nelle foto:

Usa la carta da regalo per rivestire. Stendi un velo di colla sulla carta e sul cartoncino e rivesti con cura (in alternativa, puoi decorare tu con i colori, senza la carta regalo):

 

Questo è ciò che può venir fuori:

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Fonti rinnovabili… alternative!

Oltre alle energie rinnovabili presenti sul vostro libro di testo, alcune ampiamente sfruttate ma continuamente studiate alla ricerca di rendimenti sempre maggiori,  vi do alcune informazioni anche su altre fonti, non tradizionali e non così ampiamente utilizzate, ma sempre oggetto della ricerca energetica mondiale.

Eccone alcune:

Energia dall’oceano

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Con energia oceanica si intende l’insieme dell’energia racchiusa in varie forme nei mari e negli oceani. Questa immensa quantità di energia può essere estratta con diverse tecnologie: basate sull’energia cinetica dei fluidi (correnti, onde, maree) e sul gradiente (termico e salino). Al giorno d’oggi sono stati sperimentati molti sistemi di estrazione dell’energia ed alcuni sono già in uno stadio pre-commerciale.

(QUI trovate la mappa generale sull’energia idrica che conoscete, in alto a sinistra ci sono i nodi azzurri, alcuni li approfondiamo ora).

Vediamone due:

  1.  QUI trovate una presentazione fatta da una vostra coetanea per l’orale dell’esame di stato (con Prezi). Parla di sistemi per ricavare energia elettrica dalle ONDE.
  2. CENTRALE MAREOMOTRICE. Utilizza il movimento delle MAREE per ricavare energia elettrica: a Rance (Francia, vicino a Saint Malo, sulla Manica) la foce del un fiume è stata sbarrata da una diga (che risulta essere anche un ponte per le auto). Sotto trovano posto molte turbine a bulbo accoppiate ai rispettivi alternatori. Tali turbine funzionano in entrambi i versi, sia con l’alta marea ascendente che discendente. Qui l’ampiezza massima della marea è di 13 metri e si verifica 2 volte al giorno. Sono migliaia di metri cubi di acqua al secondo che con il loro movimento (energia cinetica) producono elettricità.

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Energia dall’idrogenoidrogeno

Che cos’è l’idrogeno?

Le centrali a idrogeno sono strutture termoelettriche in grado di generare energia elettrica tramite l’utilizzo delle celle a combustione. Le prime centrali a idrogeno furono realizzate negli anni ’80. Avevano una potenza compresa tra 11 e 40 MW. Esistono sostanzialmente due modi per produrre energia elettrica dall’idrogeno:

  • combustione diretta: nel processo della combustione diretta l’idrogeno viene utilizzato in stato gassoso. Quando si combina con l’ossigeno l’idrogeno brucia ed è un buon combustibile. Una centrale a idrogeno basata sulla combustione diretta è simile ad una centrale elettrica turbogas a metano. A differenza di queste ultime, tuttavia, la centrale elettrica a idrogeno non produce emissioni di gas serra.
  • celle a combustibile: le centrali elettriche a idrogeno basate sulla tecnologia delle celle a combustibile funzionano utilizzando il processo inverso dell’elettrolisi. Mentre l’elettrolisi scinde la molecola di acqua in ossigeno e idrogeno facendo passare l’energia elettrica in un recipiente con due catalizzatori, nel processo inverso si produce corrente elettrica facendo reagire l’ossigeno e l’idrogeno. Il residuo del processo inverso dell’elettrolisi è semplicemente acqua (vapore acqueo).

Sapevate che a Venezia, in località Fusina, c’è la prima centrale ad idrogeno al mondo di livello industriale? Utilizza il principio della combustione diretta. A Milano Bicocca c’è la seconda centrale italiana ad idrogeno e utilizza la tecnologia della cella a combustibile.

Un video esplicativo dal TG Leonardo QUI


Abbiamo già parlato di teleriscaldamento.

Energia dai rifiuti

Il TERMOVALORIZZATORE un impianto che brucia i rifiuti per ottenere acqua calda (sotto forma di vapore per generare elettricità, sotto i 100°C per il riscaldare ambienti come case, serre, uffici…). E’ diverso dall’inceneritore perché quest’ultimo ha lo scopo di eliminare i rifiuti, non di utilizzarli come fonte di energia.

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Il prodotto di scarto del termovalorizzatore sono le ceneri (leggere e pesanti), oltre a una certa dose di CO2… Cosa fare con le ceneri? QUI trovate un esempio di utilizzo.

Buona comprensione ragazzi!

La vostra Prof. di Tec.

Classi prime: STRUTTURA DEL TRIANGOLO

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Cari ragazzi, nell’immagine sottostante mostro come disegnare un triangolo equilatero dato il lato.

Fatelo sul vostro quaderno (nella parte del disegno), mettete il titolo (con la data in alto a destra) e disegnate il segmento AB di 8 cm

Per trovare C, puntate prima in A, poi in B con apertura AB e disegnate i due archi.

Collegate, e avete disegnato un triangolo equilatero dato il lato.

Struttura del triangolo

Disegnate ora la struttura portante: faccio notare che i nodi 2, 4 e 6 sono posti alla metà del lato e che in nodo 7 è dato dall’incrocio delle MEDIANE (che nel triangolo equilatero corrispondono alle BISETTRICI… è magico!!)

La struttura portante portante del triangolo è formata da 7 nodi (la struttura del quadrato ha 9 nodi, vi ricordate?).

 

SECONDA PARTE

Ora, in un altro foglio, disegnate 4 triangoli equilateri (lato di 6 cm) e inventatevi dei motivi decorativi tenendo conto della loro struttura portante.

Colorate con cura e a piacere.

Fotografate il vostro lavoro e mandatemi la foto su Classroom allegata al compito rispettivo.

Ecco alcuni esempi decorativi basati sulla struttura portante:

struttura del triangolostruttura triangolo 2

Frattali

Buon lavoro!

La vostra Prof. di Tec.

 

M’illumino di meno – 6 marzo 2020

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L’invito di quest’anno è quello di piantare un albero perché gli alberi si nutrono di anidride carbonica. Gli alberi sono lo strumento naturale per ridurre la principale causa dell’aumento dei gas serra nell’atmosfera terrestre e quindi dell’innalzamento delle temperature.
Gli alberi e le piante emettono ossigeno, filtrano le sostanze inquinanti, prevengono l’erosione del suolo, regolano le temperature.
Gli alberi sono macchine meravigliose per invertire il cambiamento climatico. Per frenare il riscaldamento globale bisogna cambiare i consumi, usare energie rinnovabili, mangiare meno carne, razionalizzare i trasporti. Tutti rimedi efficaci nel lungo periodo. Ma abbiamo poco tempo e il termometro globale continua a salire.

Quindi piantiamo alberi. Gli scienziati di tutto il mondo concordano: riforestazione.

tree-3822149_960_720 Il decalogo di M’illumino di Meno per il risparmio energetico e per uno stile di vita sostenibile

1. spegnere le luci quando non servono.
2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici.
3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria.
4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola.
5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre.
6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria.
7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne.
8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni.
9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni.
10. utilizzare l’automobile il meno possibile, condividerla con chi fa lo stesso tragitto. Utilizzare la bicicletta per gli spostamenti in città.
+1 Pianta un albero o una pianta

Per andare al sito di Caterpillar cliccate QUI

M’illumino di meno 2019

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DECALOGO

1. spegnere le luci quando non servono.
2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici.
3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria.
4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola.
5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre.
6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria.
7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne.
8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni.
9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni.
10. utilizzare l’automobile il meno possibile, condividerla con chi fa lo stesso tragitto. Utilizzare la bicicletta per gli spostamenti in città.

Le travature reticolari – Classi II

In Classe, a coppie, abbiamo costruito dei quadrati e dei triangoli con cartone e ferma campioni.

 

 

Abbiamo sperimentato che il triangolo, manipolato e sollecitato, resta uguale e non si deforma. Abbiamo visto che, invece, il quadrato cambia la sua forma:

dav
I suoi angoli interni non sono più retti (90°). Il quadrato è diventato un ROMBO (lati uguali, ma angoli uguali due a due e presenza di una diagonale maggiore e di una diagonale minore).

Cosa si può fare per fare in modo che anche il quadrato diventi indeformabile?

C’è chi ha pensato di inserire un segmento interno parallelo ai lati…

mediana

…. Oppure 2:

2 mediane

Ma subito ci si è resi conto che queste soluzioni non cambiano la sostanza: la struttura si deforma ugualmente.

Qualcuno ha invece pensato di inserire due diagonali:

dav

Vero! Il quadrato resta un quadrato, anche se lo sollecitiamo sui i nodi o lungo i lati.

Bene!

Qualcuno ha aggiunto che basterebbe una sola diagonale per ottenere una figura indeformabile:

dav

Caspita! Tutti hanno potuto constatare questo fatto 🙂

Siccome siamo molto curiosi… abbiamo voluto sperimentare.

Abbiamo costruito una struttura composta di più quadrati senza le diagonali, una specie di trave:

dav

…ma ci siamo resi conto subito che…

dav

…la trave che avevamo ottenuto si deforma con facilità!

Quella ottenuta dai quadrati con la diagonale… invece..

dav

… resiste molto bene alle sollecitazioni (sia di flessione che di compressione che di trazione).

Wow!

Abbiamo costruito una trave anche con i triangoli e abbiamo ottenuto lo stesso risultato:

cof

Allora possiamo dire che…

Il triangolo è DAVVERO indeformabile!

cof

Bravi i miei ragazzi 🙂

Infine due piccoli gruppi di ragazze e ragazzi tenaci, hanno costruito questi ponti con le cannucce:

Ponti 2A

Sofia, Anna, Evy, Sabrina, Alberto e Davide…. SUPER!!!!

La vostra Prof. di Tec.